Segnalato da Sernesi

Notizie e link segnalati da Massimo Sernesi, attivista di Democrazia in Movimento ed ex attivista e candidato del MoVimento a 5 Stelle. Ingegnere Informatico appassionato di ecologia, politica ed economia.
La sinistra che diventa destra | [ciwati]

Perché il renzismo è di destra..

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il def di renzi e’ un gioco di prestigio da 16 miliardi di coperture “by magic” - Dagospia mobile

#italiastaiserena La presentazione del DEF vista con un occhio disincantato. Ma chi non credeva a Tremonti/Berlusconi ora come fa a credere a Padoan/Renzi?

#Renzi #Italia #Def
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Lo tsunami, le valanghe e le onde

Il mio nuovo articolo per Democrazia in Movimento

I simboli contano. Uno tsunami arriva veloce, potente e inarrestabile ma lascia dietro di sé solo macerie e una volta passato di lui non rimane niente. Lo tsunami può pero creare valanghe, che si staccano dalle montagne e si possono sommare tra loro spostando grandi quantità di terra e rocce. Possono così cambiare il profilo del paesaggio e il materiale da loro portato può anche essere utilizzato per creare una spiaggia come successo in Liguria.
Noi di dim non abbiamo però scelto nè lo tsunami nè una valanga per il nostro simbolo abbiamo scelto le onde. Non è un caso. L’abbiamo fatto per ricordare i fregi dell’antica grecia, culla della democrazia, ma anche perché le onde possono sommarsi fra loro fino a formare un’onda anomala. Ma le onde non hanno necessariamente bisogno di exploit per cambiare il paesaggio, col loro lento lavorio possono non solo cambiare il profilo delle coste ma anche scavare grotte e faraglioni. Il lavoro di dim è ben rappresentato dalle onde proprio perché dim non si sottrae al lento lavorio richiesto dalla democrazia per cavalcare iniziative anche di impatto ma di breve respiro, ma questo non vuol dire che non voglia unire le sue onde ad altre per fare insieme massa critica.

#dim #m5s
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Come ho vinto le Parlamentarie Europee :-) | Pietro Nicola Disogra

La verità sulle europarie a 5 stelle dette da un candidato

#m5s #grillo
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L’importanza della democrazia e della costituzione
di Massimo Sernesi
La crisi Ucraina, come quelle in Egitto, Siria e quelle in corso in innumerevoli altri paesi, hanno un tratto in comune: la ricerca della democrazia e la contestazione della costituzione. E tutte potrebbero essere risolte con cambiamenti in senso più democratici della costituzione. In Ucraina di fatto è stato deposto per il ritorno alla costituzione precedente e il cambio di maggioranza in parlamento provocati dai tumulti nel paese.
Anche il problema della Crimea sarebbe risolto se la costituzione prevedesse regole per la secessione volontaria di un territorio, cosa che forse andrebbe resa obbligatoria per tutte le costituzioni del mondo. Morsi in Egitto è stato deposto proprio perché la costituzione da lui redatta, dopo l’abbandono del tavolo da parte delle opposizioni, non rispecchiava più il volere del popolo. Non essendoci il recall, che anch’esso dovrebbe essere obbligatorio, l’unico modo per deporlo sono state le proteste di piazza, come anche in Siria. Ma chi dovrebbe stabilire queste regole minime necessarie? Probabilmente l’Onu, rifiutando l’ingresso ai paesi che non le rispettano. In fondo anche un dittatore può ben sottoporsi a votazioni e recall. Sappiamo bene che i metodi per rimanere al potere li può trovare lo stesso. (via Articolo del Portale di Democrazia Diretta: L’importanza della democrazia e della costituzione)

L’importanza della democrazia e della costituzione
di Massimo Sernesi
La crisi Ucraina, come quelle in Egitto, Siria e quelle in corso in innumerevoli altri paesi, hanno un tratto in comune: la ricerca della democrazia e la contestazione della costituzione. E tutte potrebbero essere risolte con cambiamenti in senso più democratici della costituzione. In Ucraina di fatto è stato deposto per il ritorno alla costituzione precedente e il cambio di maggioranza in parlamento provocati dai tumulti nel paese.
Anche il problema della Crimea sarebbe risolto se la costituzione prevedesse regole per la secessione volontaria di un territorio, cosa che forse andrebbe resa obbligatoria per tutte le costituzioni del mondo. Morsi in Egitto è stato deposto proprio perché la costituzione da lui redatta, dopo l’abbandono del tavolo da parte delle opposizioni, non rispecchiava più il volere del popolo. Non essendoci il recall, che anch’esso dovrebbe essere obbligatorio, l’unico modo per deporlo sono state le proteste di piazza, come anche in Siria. Ma chi dovrebbe stabilire queste regole minime necessarie? Probabilmente l’Onu, rifiutando l’ingresso ai paesi che non le rispettano. In fondo anche un dittatore può ben sottoporsi a votazioni e recall. Sappiamo bene che i metodi per rimanere al potere li può trovare lo stesso. (via Articolo del Portale di Democrazia Diretta: L’importanza della democrazia e della costituzione)

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Se Flappy Bird fosse nato in Italia
di Massimo Sernesi Ha fatto molto scalpore ultimamente il gioco flappy bird, creato da un ragazzo vietnamita e salito al top delle classifiche dei giochi più scaricati. Il gioco è gratuito ma la pubblicità all’interno del gioco fruttava al ragazzetto 50.000$ al giorno, prima che lo togliesse dal mercato per la paura del troppo successo. Tenete presente che il gioco è semplicissimo, si può creare in una mezza giornata e infatti il mercato ora è pieno di cloni (l’ idea di base è così stupida che non si può brevettare). Si dice che il ragazzo abbia comprato dei download per far salire artificialmente in classifica il gioco, come anche un altro che ha avuto un successo simile, ma lui ha sempre smentito e anzi affermato di non aver praticamente fatto promozione. Non so che reazioni abbia provocato il fenomeno in Vietnam, vorrei fare l’ipotesi per assurdo che il ragazzo fosse italiano per vedere cosa avrebbe dovuto affrontare. Come detto, costo e tempi di produzione sono bassissimi, e lo sarebbero anche in Italia. Costi di marketing sono identici, perché i servizi relativi sono globali. A meno che il ragazzo non abbia sfruttato per questo manodopera locale, ma questo sarebbe alla portata anche di un ragazzo italiano tramite i servizi di freelance. L’infrastruttura necessaria è il collegamento internet, e qui l’Italia è più o meno al passo col Vietnam (andatevi a vedere le classifiche). Se il ragazzo avesse parlato con qualcuno del suo progetto, si sarebbe sicuramente sentito rivolgere una o più di queste domande e affermazioni:
-Ma lo fai a gratis? -Ma non ci guadagnerai mai! -Ma se poi ci guadagni come le paghi le tasse? -Ma il gioco è così semplice che non avrà successo!/te lo ruberanno subito! -Ma non lo brevetti/registri alla SIAE prima? -Ma chi te lo fa fare? Solo una di queste è sensata nel mondo degli app market: quella sulle tasse. è ovvio che uno che crea un gioco per hobby non apre per questo una partita iva nè crea un’azienda, pur sapendo che questi successi incredibili possono succedere, ma sono casi rari spesso dovuti anche alla fortuna. Quando il successo arriva improvviso è un problema. In Italia sicuramente se ne sarebbero interessati i media, e a ruota la finanza che sarebbe con ogni probabilità piombata a casa del ragazzo per un controllo SENZA CHE IL POVERETTO ABBIA NEMMENO FATTO IN TEMPO A FARE DENUNCIA DEI REDDITI, tra le risatine e i te l’avevo detto e i te la sei cercata. Spero che il controllo della finanza si sarebbe concluso con un “tutto regolare”, ma è malcostume ormai che la finanza si faccia pagare il “costo d’uscita”, come l’idraulico, quindi qualcosa probabilmente si inventerebbero, quantomeno un anticipo sulle tasse da versare E QUESTO A PRESCINDERE CHE IL RAGAZZO ABBIA GIà INCASSATO O MENO. Di fatto l’IVA va pagata il mese stesso della VENDITA, non dell’incasso. Qui la vendita è zero e l’incasso lo si fa con la pubblicità, ma vallo a spiegare alla finanza. Con la web tax il ragazzo non avrebbe probabilmente potuto nemmeno mettere la pubblicità nel gioco.
Forse il fenomeno avrebbe attirato anche l’attenzione della SIAE o di qualche garante, visto che il gioco prende in prestito immagini di altri giochi. Credo che un giorno ci sarà un caso del genere anche in Italia, ma la mia ipotesi per assurdo serviva a mostrare le difficoltà di chi fa impresa in Italia. Tenete presente che ora il ragazzo vietnamita ha già detto che finirà la scuola ma nel frattempo creerà un’azienda vera e propria e assumerà del personale. E meno male che in Italia non ci sono (per ora) leggi che regolamentino l’accesso agli app market. (via Articolo del Portale di Democrazia Diretta: Se Flappy Bird fosse nato in Italia)

Se Flappy Bird fosse nato in Italia
di Massimo Sernesi Ha fatto molto scalpore ultimamente il gioco flappy bird, creato da un ragazzo vietnamita e salito al top delle classifiche dei giochi più scaricati. Il gioco è gratuito ma la pubblicità all’interno del gioco fruttava al ragazzetto 50.000$ al giorno, prima che lo togliesse dal mercato per la paura del troppo successo. Tenete presente che il gioco è semplicissimo, si può creare in una mezza giornata e infatti il mercato ora è pieno di cloni (l’ idea di base è così stupida che non si può brevettare). Si dice che il ragazzo abbia comprato dei download per far salire artificialmente in classifica il gioco, come anche un altro che ha avuto un successo simile, ma lui ha sempre smentito e anzi affermato di non aver praticamente fatto promozione. Non so che reazioni abbia provocato il fenomeno in Vietnam, vorrei fare l’ipotesi per assurdo che il ragazzo fosse italiano per vedere cosa avrebbe dovuto affrontare. Come detto, costo e tempi di produzione sono bassissimi, e lo sarebbero anche in Italia. Costi di marketing sono identici, perché i servizi relativi sono globali. A meno che il ragazzo non abbia sfruttato per questo manodopera locale, ma questo sarebbe alla portata anche di un ragazzo italiano tramite i servizi di freelance. L’infrastruttura necessaria è il collegamento internet, e qui l’Italia è più o meno al passo col Vietnam (andatevi a vedere le classifiche). Se il ragazzo avesse parlato con qualcuno del suo progetto, si sarebbe sicuramente sentito rivolgere una o più di queste domande e affermazioni:
-Ma lo fai a gratis? -Ma non ci guadagnerai mai! -Ma se poi ci guadagni come le paghi le tasse? -Ma il gioco è così semplice che non avrà successo!/te lo ruberanno subito! -Ma non lo brevetti/registri alla SIAE prima? -Ma chi te lo fa fare? Solo una di queste è sensata nel mondo degli app market: quella sulle tasse. è ovvio che uno che crea un gioco per hobby non apre per questo una partita iva nè crea un’azienda, pur sapendo che questi successi incredibili possono succedere, ma sono casi rari spesso dovuti anche alla fortuna. Quando il successo arriva improvviso è un problema. In Italia sicuramente se ne sarebbero interessati i media, e a ruota la finanza che sarebbe con ogni probabilità piombata a casa del ragazzo per un controllo SENZA CHE IL POVERETTO ABBIA NEMMENO FATTO IN TEMPO A FARE DENUNCIA DEI REDDITI, tra le risatine e i te l’avevo detto e i te la sei cercata. Spero che il controllo della finanza si sarebbe concluso con un “tutto regolare”, ma è malcostume ormai che la finanza si faccia pagare il “costo d’uscita”, come l’idraulico, quindi qualcosa probabilmente si inventerebbero, quantomeno un anticipo sulle tasse da versare E QUESTO A PRESCINDERE CHE IL RAGAZZO ABBIA GIà INCASSATO O MENO. Di fatto l’IVA va pagata il mese stesso della VENDITA, non dell’incasso. Qui la vendita è zero e l’incasso lo si fa con la pubblicità, ma vallo a spiegare alla finanza. Con la web tax il ragazzo non avrebbe probabilmente potuto nemmeno mettere la pubblicità nel gioco.
Forse il fenomeno avrebbe attirato anche l’attenzione della SIAE o di qualche garante, visto che il gioco prende in prestito immagini di altri giochi. Credo che un giorno ci sarà un caso del genere anche in Italia, ma la mia ipotesi per assurdo serviva a mostrare le difficoltà di chi fa impresa in Italia. Tenete presente che ora il ragazzo vietnamita ha già detto che finirà la scuola ma nel frattempo creerà un’azienda vera e propria e assumerà del personale. E meno male che in Italia non ci sono (per ora) leggi che regolamentino l’accesso agli app market. (via Articolo del Portale di Democrazia Diretta: Se Flappy Bird fosse nato in Italia)

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Articolo del Portale di Democrazia Diretta: Democrazia in Movimento nasce per unire

Il nuovo comunicato stampa di DiM tratto da una mia bozza.

#Dim #m5s
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Attivisti Anonimi

Leggendo le discussioni di questi giorni si sente proprio il bisogno di una versione degli alcolisti anonimi dedicata a chi è assuefatto dalla propaganda politica.
Provo ad abbozzare qui una versione dedicata dei dodici passi.
Fatela leggere a quelli che incontrate online, che siano m5s, PD, Berlusconiani o altro. Aiutiamoli a pensare di nuovo con la loro testa.

1. Ammettere di avere un problema e che non si sta pensando più con la propria testa
2. Capire che la propaganda ci sta allontanando dalla ragione
3. Riprendere in mano le proprie opinioni e il proprio senso critico
4. Fare un inventario profondo e senza paura di ciò che pensiamo veramente
5. Ammettere di fronte a tutti l’esatta natura dei nostri torti
6. Essere completamente pronti ad eliminare la propaganda dalle nostre discussioni
7. Ammettere umilmente i propri errori
8. Fare un elenco delle persone che abbiamo insultato, denigrato o ingannato ed essere pronti a rimediare ai danni arrecati
9. Fare direttamente ammenda di fronte a queste persone
10. Continuare a fare il proprio inventario personale e ammettere quando ci si trova in torto
11. Cercare attraverso la riflessione di recuperare il contatto col proprio senso critico e la razionalità
12. Avendo ottenuto un risveglio morale e intellettuale da questi passi, portare questo messaggio agli attivisti e applicarlo in tutte le nostre attività

P. S. Questa è una provocazione ma non è uno scherzo. L’alcolismo è una cosa seria. Vi invito a leggere il link, ci troverete altre analogie con certo attivismo

#Post #attivismo
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(via La tassazione dell’informazione secondo il governo Letta - Wired)
Web tax, finanziamenti ad e-book analizzando i problemi veri e le soluzioni sbagliate

(via La tassazione dell’informazione secondo il governo Letta - Wired)

Web tax, finanziamenti ad e-book analizzando i problemi veri e le soluzioni sbagliate

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In Capitalist Crisis, Rediscovering Marx | Professor Richard D. Wolff

Le letture neoliberiste, keynesiane e marxiste delle cause della crisi e dell’economia dal 1930 in poi. Ben spiegate in un testo semplice e non troppo tecnico.

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